Lizzy Hawker, Runner

Di recente ho finito di leggere un libro che mi ha molto colpito e che ho piacevolmente divorato, nonostante fosse in inglese (ahimé, non c’é la traduzione in italiano). Si tratta del libro dell’ultra trailer pluri-vincitrice dell’UTMB Lizzy Hawker.

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Se siete a corto di motivazione, leggete questo libro. Lizzy vi darà nuovi stimoli, di sicuro. Il libro appunto racconta delle sue storie, delle sue numerose gare ultra, di come, correre per tanto tempo in montagna, sia per lei una cosa molto naturale. Lizzy è una runner consolidata nel mondo ultra; io non la conoscevo, ma dopo questo libro ho scoperto una persona incredibile, che seguo anche su Twitter. Per dire. La narrazione scorre veloce, fra i vari flashback alle edizioni dell’UTMB a cui ha pertcipato (e vinto), e si intervallano a racconti più intimi, fra cui le svariate volte in cui ha compiuto la strada fra Katmandu e il campo base dell’Everest. Tutti gli infortuni passati, e come li ha affrontati, possono davvero essere fonte di ispirazione per chi sta affrontando un brutto momento. La forza di Lizzy e anche le sue debolezze, sono tutte qui in quetso libro, e anche un po’ dentro ad ogni runner, credo. Ecco perchè questo libro forse mi è piaciuto cosiì tanto…

Io, gli ottomila e la felicità

Ieri ho finito di leggere un bel libro, che consiglio a tutti gli appassionati di montagna, come me. Si tratta del libro scritto da Tamara Lunger, che appunto s’intitola “Io, gli ottomila e la felicità”.

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Di Tamara non sapevo molto in realtà. L’ho scoperta un po’ per caso, seguendo l’anno scorso la spedizione di Simone Moro sul Nanga Parbat. Lei faceva parte di tale spedizione, e da allora ho iniziato a documentarmi. L’ho trovata una donna forte e il suo libro mi ha incuriosito. I capitoli che raccontano dell’ascesa sul Nanga Parbat si alternano ad altri dove lei descrive la sua infanzia, la sua famiglia e la sua casa sopra Bolzano. Insomma, è di queste zone! Questo mi ha incuriosito ancora di più. Inoltre, ha preso parte all’ultima edizione del Sellaronda Skimarathon del 24 marzo di quest’anno! E’ una tosta insomma 😉 Ma dal libro si avverte anche la sua fragilità nell’essere donna in un contesto così duro come lo può essere una scalata invernale su un 8000. Racconta anche di aneddoti intimi, sul come, per esempio, fare la cacca mentre si dorme con gli altri nei vari campi base sulla montagna. E’ solo un esempio, come lei scrive, per fare capire che le spedizioni non sono tutte bei tramonti o imprese eccezionali, ma si tratta anche di dover adattarsi e risolvere alcune situazioni che a casa sono del tutto normali ma che portate a 7000m diventano un tantino più complicate 🙂                                                E’ un libro vero, che scorre veloce e che è davvero piacevole leggere.                                  Bravissima Tamara!

Correre è la mia vita- Giorgio Calcaterra

Prima o poi dovevo leggere il suo libro. L’ho comprato che era uscito da pochissimo e l’ho preso proprio al suo stand alla Wings for Life di Milano. Poi l’ho messo in coda a diversi libri che stavo leggendo. Infine è arrivato il suo turno…

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Ho finito di leggerlo una settimana fa, e l’ho proprio divorato….lavoro e stanchezza permettendo! Giorgio scrive in modo semplice e diretto, senza fronzoli. E mi da proprio l’idea di essere una brava persona, uno buono e uno vero, autentico. Il suo incredibile cuore è stato anche oggetto di studi, visti i battiti a riposo molto bassi. Ed è proprio questo cuore che gli ha permesso di realizzare le sue più grandi imprese. Commovente è la descrizione del rapporto col padre, e anche la parte in cui descrive la sua morte. Lui è sicuramente la figura più importante per Giorgio, un vero punto di riferimento. E poi, venendo alla parte più legata alla corsa (ma tutto il libro ne parla comunque), qui si trovano tante descrizioni delle sue gare, di come lui si alleni, degli infortuni, dei momenti di smarrimento o dei momenti di gloria. E’ un libro che si fa leggere benissimo, ha un tono molto amichevole, se così si può definire….e lo consiglio a tutti gli appassionati di corsa!

Eat & Run di Scott Jurek

E’ da qualche tempo che volevo questo libro e alla fine sono riuscita a prenderlo, su Amazon ovviamente, perché in Italia non l’hanno pubblicato. Maledetti!!

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Ho deciso di leggerlo come “proseguimento” di Born to Run, che avevo già letto di recente, e recensito QUI. L’ho messo fra virgolette perché non è necessario leggere uno e l’altro, ma sicuramente quello che Jurek scrive in certi punti, riferendosi all’esperienza vissuta, viene poi raccontato in Born to Run. Insomma, un collegamento c’é… Non vuol dire però che leggendo solo il libro di Scott uno non capisca niente, anzi! A me è piaciuto molto, mi ha davvero appassionato. Racconta della sua vita, da quando faceva sci di fondo, a quando ha scoperto la corsa. Da carnivoro convinto, pensando di dover fare il pieno di carne per correre più forte, scopre invece che con le verdure sta meglio e rende di più! Decide di lasciare la carne e diventa vegetariano e da lì poi vegano. Spiega le sue scelte, i suoi esperimenti culinari in relazione alle ultra che corre. Di come, nel tempo, abbia studiato e messo a punto una dieta vegana per quando corre e come questa possa influire sul suo rendimento. Ci sono infatti un sacco di ricette buone da cui prendere spunto! Io voglio provare a fare il guacamole 🙂 A parte questo, ogni capitolo è dedicato alla cronaca di una gara o di una sua esperienza di vita. Non ci si annoia mai a leggerlo…a patto di sapere l’inglese quanto meno LOL

Born to Run

Ho finito di leggere questo libro appassionante sulla corsa, che avevo in wishlist da svariato tempo e che non mi ero mai decisa a comprare. Bene, è arrivato il suo momento!

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Appunto si tratta di “Born to Run” di Christopher McDougall. Un libro che penso ogni runner dovrebbe leggere! Assolutamente. Ok, all’inizio non mi pareva granché, mi sembrava un po’ noioso, ma poi…ciao, mi ha preso tantissimo e l’ho divorato. Si basa tutto su esperienze vere di corsa. Nasce da questo giornalista che vuole seguire i Tarahumara, una tribù del Messico che corre naturalmente da generazioni, e corre ultramaratone per gioco. Il loro gioco simil hockey su sterrato, dove i vari villaggi si sfidano per decine di km, e correndo appunto, senza sforzo delle ultramaratone, ha dell’incredibile. Da questo parte tutto il libro, la cui vicenda centrale è una gara nel deserto messicano fra Tarahumarta e ultra-trailers rinomati fra cui Scott Jurek, che dà poi spunti per una serie di digressioni sulla corsa e il modo in cui si corre. Dalla preistoria ai Tarahumara appunto. Dopo aver letto questo libro viene da buttare le scarpe da corsa, giuro. Ma quello che penso è che ciò che scrivono possa valere per chi non corre sui talloni ma sulle punte. Volete capire a cosa mi riferisco? Leggete il libro! E’ comunque una rivelazione totale 🙂

Ps- Ecco perché adesso sto leggendo il libro autobiografico di Scott Jurek…mi pare giusto “continuare” il filo…

E’ facile vincere la (tua) maratona se sai come farlo

Che carino, ho appena finito di leggere questo libro sul Kindle, e l’ho trovato interessante. E’ scritto da Riccardo Bruno e Maurizio Lorenzin, ha un titolo luuuuungo ma che la dice lunga! 🙂

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Ero indecisa se leggerlo o no, poi alla fine cercavo una lettura tranquilla e veloce. E ho trovato questo libro. Va benissimo per i principianti della corsa. Spiega in modo chiaro tantissime cose, dalla pronazione, alla scelta delle scarpe, passando per alimentazione e suggerimenti su come impostare le proprie corse. Ho trovato molto interessanti il capitolo sui test per trovare la velocità di riferimento, ma anche la spiegazione del lattato e della soglia aerobica-anaerobica. Inoltre, ci sono diverse tabelle che credo prenderò come riferimento per allenamenti futuri riguardo le ripetute e il recupero fatto in modo intelligente. E’ un libro un po’ per tutti quelli che corrono, ma a maggior ragione, per chi è alle prime armi.

Nico Valsesia: La Fatica Non Esiste

Come accennato qualche post fa, ho finto di leggere a gennaio il libro scritto da Nico Valsesia, che si intitola appunto “La fatica non esiste”. Era da un po’ che lo volevo, e alla fine, anche se non è mai andato in offerta, l’ho preso sul Kindle ugualmente. E ho fatto benissimo!

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Lui è decisamente un personaggio, anzi Personaggio, P maiuscola. Ho avuto modo di scoprire chi fosse un paio di anni fa, quando su Deejay Tv, mi pare il venerdì sera, trasmettevano vari doc-film sugli sport. Uno di questi era appunto dedicato alla RAAM (Race Across America), una gara, e forse la più dura del mondo, che attraversa l’America intera in bicicletta. Un vero Coast-to-Coast in bicicletta, che Nico racconta nel film e nel suo libro, insieme a tante altre incredibili esperienze da lui vissute. Dalla luna di miele in Patagonia in bicicletta e a piedi, fino alle corse più estreme nel deserto di sale o i vertical più duri. Come il RedBull K3, la gara composta da 3 vertical in successione, che lui stesso ha ideato nelle sue montagne e che, come dice lui stesso, se non fosse l’organizzatore, vi prenderebbe parte subito. La gara perfetta secondo lui. E il libro quindi è fatto tutto di brevi capitoli-racconti, delle sue avventure. Non stanca, scorre bene, e fa venire voglia di andare a correre (o in bici!) ahahah!

La voce del ghiaccio

Non si può sempre leggere libri sula corsa, giusto? Ultimamente poi sono presa molto bene dalla montagna e dagli uomini di montagna. In primis Simone Moro. Non sapevo nemmeno chi fosse (mea culpa!) finché non ho guardato il reality Monte Bianco -sorvoliamo sui commenti a riguardo. Lui mi ha intrigato molto e su Amazon ho trovato molti libri. Da qualche parte bisognava cominciare, e io l’ho fatto scegliendo un libro in cui parla delle sue imprese invernali.

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Da simonemoro-store.com

E questo libro mi ha preso molto. E quindi so già che ne comprerò degli altri! Ogni capitolo parla di un’impresa, di una montagna scalata o tentata di scalare. Ho imparato che, quando si “gioca” con gli 8000, è più facile fallire che conquistare la vetta. E lui si prepara alle scalate acclimatandosi man mano, perché non usa le bombole, partendo quindi dal campo base e poi fissando altri campi sulla montagna, passo dopo passo, verso la vetta. A volte, è proprio lì, a poche centinaia di metri, ma le condizioni meteo avverse, lo costringono a tornare indietro, per salvare la pelle. A volte bisogna prendere delle decisioni contro la nostra volontà, ma per la nostra salvezza. In montagna non si scherza e non si prende nulla alla leggera, e i grandi alpinisti lo sanno.

In questo momento Simone Moro si trova sul Nanga Parbat, sta tentando l’ascesa invernale, nessuno mai ci è riuscito. Io seguo tutto via Facebook,ma c’é anche il suo sito, dove si trovano informazioni e il suo blog. Vale certamente la pena di passare a dare un’occhiata!

Giusy Versace, “Con la testa e con il cuore si va ovunque”

Alla fine anche io ho letto questo libro, di cui avevo già letto una bella e appassionata recensione sul blog di Pigra…aspirante runner.

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Da Amazon

L’ho iniziato a leggere perché ne ero fortemente incuriosita, ma forse non sapevo esattamente cosa mi avrebbe aspettato. Pensavo che ci fosse più corsa onestamente, ma non sono assolutamente delusa. Anzi. Giusy narra la sua storia, dal giorno dell’incidente che le ha tolto per sempre le sue belle gambe lunghe, fino alla rinascita. Passando per insicurezze, dubbi, persone care che invece ti lasciano, nuove conoscenze e la presa di coscienza, soprattutto, che la nuova Giusy è una Donna. Con la “D” maiuscola, assolutamente. E’ una fortissima, che è passata attraverso un inferno personale, che viene descritto nel libro. Confesso che a volte mi ha quasi “disturbato”, nel senso che ci sono alcune parti davvero drammatiche, e mentre le leggevo, mi guardavo le mie gambe e pensavo che davvero non so come potrei reagire se anche io le avessi perdute come lei. C’é da dire che alle sue spalle c’é, anzitutto, una super famiglia compatta e amorevole, poi sicuramente i soldi a loro non sono mancati, ma sopratutto la fede. Giusy ne parla tantissimo. Grazie anche alla fede è passata dall’inferno al suo paradiso, diventando ora la campionessa di atletica che è ora. Brava, anzi, bravissima, un esempio per tanti che si piangono addosso per un niente e che forse non sanno nemmeno più ringraziare le cose belle che la vita regala loro ogni singolo giorno.

L’arte di correre

Ho appena finito di leggere questo libro sul Kindle. L’ho letto perché sentivo che dovevo..in pratica, nel giro di 24 ore, c’è stata una persona che me lo ha consigliato e leggendo un articolo sulla corsa lo stesso giorno, ne citavano diverse parti! Li ho presi come segni che dovevo leggerlo…

Sul forum della corsa ho letto tantissime critiche di gente che si lamenta di come Murakami ha scritto questo libro, perché secondo molti lui doveva dare una sua versione della corsa in modo meno personale e più -forse- tecnico. Non mi trovo d’accordo! E’ un diario di corsa, non è un sunto filosofico sulla corsa, né un libro di tabelle. Io non lo sapevo, ma Murakami è un maratoneta e gran corridore. Corre tutti i giorni e fa almeno una maratona all’anno…e fa anche triathlon! Lo spiega lui stesso: il libro è stato scritto in diversi momenti della sua vita, che si spalmano in un biennio. Quando si sente di scriverne, scrive. Fine. Io lo trovo un libro molto interessante e dice delle cose anche molto vere sulla corsa. Ovviamente è la sua personalissima interpretazione e come tale deve essere presa. Non capisco quelli che lo criticano dicendo che non è abbastanza accurato sulla corsa. Non è il libro di un personal trainer! E’ uno scrittore, peraltro che reputo molto bravo, e non un Arcelli, Massini o Albanesi di turno…Se uno si aspetta un libro così, allora è meglio che non prenda questo di Murakami.

Se malgrado tutto tieni duro e continui a correre, finisci col provare una sorta di disperato sollievo, come se il tuo corpo venisse svuotato di ogni sostanza.