Torta rovesciata alle arance

Ho preso deliberatamente questa ricetta da Runlovers! Perché non avevo mai fatto una torta rovesciata, e volevo provare. Non è stato difficile, anzi! E il risultato proprio buono 🙂 io come al solito ho cambiato qualcosina….
 
Ingredienti
2 arance
4 uova
200g di zucchero di canna integrale
1 bustina di lievito
300g di farina 1
125g di burro fuso

Per caramellare le arance:
125ml di acqua
230g di zucchero semolato

In un pentolino, faccio sciogliere il burro, poi taglio a fettine sottili sottili le arance. In una padella antiaderente, metto l'acqua e lo zucchero semolato, e le arance ovviamente. Faccio cuocere a fuoco medio per 10-15 minuti (da quando ribolle tutto). Tolgo la padella dal fuoco, e faccio la stessa cosa col pentolino col burro ormai fuso. A questo punto mi dedico all'impasto.
Mescolo zucchero e uova per primi, e poi man mano aggiungo gli altri ingredienti, fra cui il burro fuso! Secondo me viene un po' secco, e allora, a occhio, ho aggiunto del latte finché non è diventato più morbido e cremoso.
In una tortiera a cerniera, metto le arance sul fondo (senza il liquido di cottura) e sopra aggiungo il composto.
Inforno a 180º per 40 minuti.
Quando si è raffreddata bene, tolgo la parte esterna della tortiera, e la ribalto, così che le arance che avevo messo nel fondo, risultino essere sopra.
La torta è semplice ma molto gustosa, provare per credere 🙂
 
 

 

Take a rest

Sono le parole che ho in testa adesso.

Anzi, ad essere più precisi, ieri il fisioterapista mi ha detto “Fai passare 2- 3 giorni e poi fai una corsa di prova” Perchè effettivamente c’é qualcosa che non va nei miei polpacci. Qualcosa comunque di muscolare, come dice lui, niente di strappato o contuso, meno male. E la teoria delle scarpe è condivisa anche da lui. E quindi niente, ci si riposa. Che forse non è poi così male. Il pensiero va sempre lì, alla corsa, ma se devo correre col dolore che ho avuto le volte scorse, preferisco stare ferma e aspettare. Ma com’é che i runner quando c’é da stare fermi scalpitano come se fosse la fine del mondo? Lo so che è difficile stare buoni, ma se c’é di mezzo la salute, io penso che bisogni ascoltare gli esperti e il proprio corpo. Quello è il nostro tempio, lo dobbiamo trattare bene, non dobbiamo trascurarlo perché la nostra testa ci dice di fare ben altro! E quindi, un bel respiro e…

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Intanto, finisco questo lavoro schifoso che mi ha procurato tanti disagi mentali e fisici (domani è l’ULTIMO giorno!!). E sono sicura che tornerò a correre più veloce di prima. Ho tanti progetti nuovi legati alla corsa che mi aspettano, e sono giusto giusto dietro l’angolo… 🙂

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Ripartenze e acciacchi

Perchè domenica sarà l’ultimo giorno di lavoro in questo manicomio. E come dice un mio caro amico, purtroppo, sono le cicatrici emozionali che mi porto dentro, a non andarsene più. Anche se io, appunto, fisicamente me ne andrò. Quanta verità nelle sue parole! Negli ultimi giorni posso contare su una serie di poco simpatiche sintomatologie (ma si dirà così??!). Del tipo che: ho la pancia gonfia che i jeans mi stanno stretti, ho un sacco di brufoli in testa (??!!) che per fortuna se ne stanno andando,e poi ho avuto uno sfogo domenica, per 3-4 giorni, in faccia, che sembrava un herpes zoster. Mai avuto metà faccia conciata così, manco quando andavo alle medie con gli ormoni a palla. Avanti pure! E vogliamo parlare dei polpacci?

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Ad inizio stagione, ovvero dicembre, ho avuto la sindrome della bandelletta ileotibiale al ginocchio sinistro, per colpa del tipo di scarpe che usavo al lavoro. Mi sono dovuta comprare un paio di scarpe nuove. Ho da sempre i piedi che….Cenerentola mi fa una pippa…e infatti…un calvario! Dopo vado dal fisioterapista perchè, saranno almeno 2 settimane che ogni volta che corro mi partono delle fitte ai polpacci da non poter continuare la corsa. Mi devo fermare tutte le volte, fare stretching, e riprendere. C’é da dire che prima ho un po’ latitato con lo stretching post corsa. Mi limitavo a farlo solo dopo l’attività fisica, mentre adesso ho ripreso l’abitudine di farlo tutti i giorni, usando anche il foam roller. Ma ieri, all’ennesima corsa che era più dolore che piacere, mi sono detta che c’era qualcosa che non andava e che dovevo vedere un esperto. Io penso che potrebbero anche essere le scarpe attuali che uso al lavoro, che evidentemente, usate per 3 mesi di seguito TUTTI i giorni 8 ore al giorno, magari hanno inciso un pochino???!

Vorrei insomma che mi passassero tutti questi acciacchi, in questo momento più fisici che emotivi. Manca poco. Da lunedì le scarpe saranno riposte nella loro scatola. Intanto però, ho deciso che devo sistemare anche il mio fisico, da dentro. E quindi da circa una settimana sto prendendo l’aceto di sidro di mele biologico, di cui tantissimi ne elencano le molteplici qualità.

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L’ho comprato su internet ovviamente, che qui nessuno lo vende, e già che c’ero, ho proprio acquistato quello della foto qui sopra. Questa settimana ne prendo un cucchiaino in un bicchiere di acqua. Bevo mezz’ora prima della cena. Dalla settimana prossima ne prenderò due cucchiaini, in due bicchieri d’acqua. Si può arrivare fino a 3 cucchiaini al giorno, sempre mezz’ora prima dei pasti. Io ho scelto la cena perchè fino adesso ho sempre pranzato in albergo e mi veniva scomodo. Vediamo se cambia qualcosa! Io almeno per un mese provo a prenderlo, ho decisamente bisogno di purificarmi. Facciamo uscire tutte le tossine cattive e riattiviamoci per la primavera!

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E voi, cosa state facendo per riattivarvi per la primavera?

Review: Garmin Fenix 3

Ed è arrivato il momento di recensire il mio nuovo gioiellino 🙂 D’altronde quando una è esaurita/depressa/triste,cosa può fare?? SHOPPING. Soprattutto se è per la “giusta causa” della corsa. E così, complice l’uscita del fratello maggiore, Fenix 5, su Amazon ho trovato il 3 in offerta e non me lo sono fatto scappare. All’inizio volevo prendere il Suunto Spartan, ma confrontando i vari modelli (Sport e Ultra) e i prezzi (vertiginosi!), ho pensato di tornare a Garmin, il mio primo amore.

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E ho deciso di fare un upgrade, dal mio Suunto Ambit3 Sport, passando appunto al Fenix 3. Partiamo dall’estetica: all’inizio non è che mi piacesse poi molto, devo essere sincera. Il nero/grigio è molto maschile, e all’inizio mi pareva molto più grosso dell’Ambit. In realtà non è così. Su Instagram ho un sacco di runners donne che seguo che hanno sia il modello normale, che il Sapphire rosa e bianco, e non è poi così maschile in realtà. Poi si può comunque personalizzare, cambiando il cinturino. Inoltre, guardando agli ingombri e al peso, il Fenix è più leggero dell’Ambit e lo spessore pure è decisamente minore. Io infatti mi preoccupavo molto all’idea di indossarlo tutti i giorni, anche di notte, perché finché si tratta di braccialettini di stoffa ok, ma se devo dormire con un “pataccone” le cose cambiano. E invece, mi sono dovuta ricredere anche su questa cosa. Messo il Fenix, mi sono abituata subito e ci ho dormito senza problemi.

Veniamo invece alle sue molteplici funzioni e personalizzazioni! Ho avuto solo un momento in cui non capivo come mai, dopo la sincronizzazione, il Fenix di fatto tornasse sempre alla lingua inglese. Semplicemente: una volta collegato tramite computer a Garmin Express, ho aperto le impostazioni su Garmin Connect dal browser internet e ho scoperto che erano impostate le miglia e la lingua inglese come lingua base! Ho cambiato subito tutto, e da allora si sincronizza e resta in italiano 🙂 Come tutte le cose bisognava prenderci la mano!

Corsa- Fix dei satelliti velocissimo, completa personalizzazione delle schermate dati e, come per tutti i Garmin mostra i vari record ( corsa più lunga, km più veloce, ecc..) Inoltre, grazie alla fascia cardio da corsa, misura l’ampiezza della falcata, l’oscillazione verticale, con che percentuale impattiamo al suolo coi piedi…e devo dire che sono quasi perfetta! Mi segna tipo 49,6% sul destro e 50,4% sul sinistro! Manca solo di provarlo con un allenamento impostato da me, ma questo prossimamente, quando la neve si sarà sciolta, perché ora come ora non c’é un posto piatto e sgombro da neve/fango dove fare le ripetute…

Nuoto- Basta impostare la lunghezza della piscina e poi fa tutto lui. La prima volta in piscina, lo stoppavo  ogni volta che mi fermavo per riposare (memore dell’Ambit3). Poi ho notato, e alla fine dell’allenamento, mi calcolava il tempo in cui nuotavo e il tempo in cui stavo ferma. La volta successiva, non l’ho mai fermato, e infatti, alla fine dell’allenamento, c’era l’indicazione del tempo in movimento e il tempo ferma…cavoli, che intelligente!

Devo ancora provarlo quando vado con lo snowboard (se mai potrò di nuovo usarlo! Ma lì, è un’altra storia…) perché ho letto che capisce quando si prendono gli impianti di risalita e quando si scende per pista (wow!).

Activity tracker- A differenza del Vivofit2 che avevo, dove bisognava, quando si andava a dormire, metterlo in modalità “sleep”, in questo caso il Fenix fa tutto da solo. Come sente che stiamo dormendo, va in modalità sonno e rileva la nostra attività notturna. Durante il giorno indica i passi fatti, i piani saliti, le calorie attive, passive e quelle bruciate.

Infine, nota positiva per la fascia cardio HR Run, che, a differenza di quella che avevo col primo Garmin, non è abrasiva, anzi! Assomiglia moltissimo a quella Suunto. Io per precauzione metto comunque un po’ di vaselina dove so che mi può far male… 😉

Insomma, dopo queste 2 settimane di utilizzo sono molto contenta. La batteria è duratura (di più di quella dell’Ambit), si può personalizzare un sacco, cambiando non solo il cinturino, ma tutto, anche quella che Garmin chiama “watchface”, ovvero il quadrante dell’orologio.  Ho sentito buone recensioni dei possessori di questo piccolo gioiellino, e anche io posso dire che lo promuovo a pieni voti e ho fatto un buon upgrade! 😉

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Torta all’avena

Questa torta l'ho praticamente inventata un pomeriggio che volevo qualcosa di gustoso da mangiare a colazione, senza eccedere, come sempre, negli zuccheri.
 
Ingredienti
3 uova
150g di farina integrale
100g di farina 1
120g di zucchero di canna integrale
200ml di latte di mandorle
80ml di olio di semi
100g di avena
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito
50g di gocce di cioccolato fondente
Scaglie di mandorle per decorare

Nella planetaria ho messo prima le uova e lo zucchero di canna, e ho avviato a velocità minima. Man mano ho aggiunto tutti gli ingredienti, dapprima la farina,lievito e vanillina, poi l'olio, e per ultimi il latte e l'avena. A parte ho infarinato le gocce di cioccolato (così non sprofondano) e le ho aggiunte.
Ho acceso il forno a 180°, nel mentre che si scaldava, ho versato il composto nella tortiera e sopra ho cosparso con le scaglie di mandorle.
Ho infornato per 35 minuti, e questo è stato il risultato! Buona colazione 🙂
 
 
 

Ci sono ancora!

E’ da qualche giorno che ho in mente il blog, perchè mi sembra che questo inverno io lo abbia trascurato davvero tanto. E invece a me piace scrivere, perdindirindina! Poi magari c’é anche qualcuno ben disposto a leggermi e a consigliarmi, giusto? 🙂

Oggi posso dire che è cominciato il countdown, quello vero, quello che….non sono più numeri a due cifre, ma sono quelli ad una cifra sola! Yippie! Quindi: – 9. Thank you God.

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Oggi è anche venerdì 17. Il mio capo squilibrato stamattina ha detto, dopo che gli ho fatto notare che fino adesso nel 2017 abbiamo avuto venerdì 13 e venerdì 17, che in fin dei conti oggi è una buona giornata. 5 minuti dopo ha tirato delle bestemmie, per colpa del programma gestionale, che non sto neanche a ricordare. Io mi sono messa buona buona nel backoffice sull’altro computer, ma siccome quello davanti faceva le bizze coi conti, il mio titolare  venuto da me e ha detto “gentilmente”: “Spostati da questo caxxo di computer!!” Meno male che i clienti davanti erano stranieri. Io pensato che sono proprio contenta di avergli detto di non tornare questa estate. E meno male che lui mi aveva detto che avrebbe smussato il suo carattere. Convinci un altro, dai.

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E io qui ho deciso di chiudere il libro.

Ma meno male che c’é la corsa! Sto pian piano allungando le uscite, inserendo qualche allenamento di qualità. Le ripetute le faccio a maggio, perchè qui fra neve e fango, c’é ancora molto da aspettare! Come dice il mio fisioterapista “Te sei l’unica contenta se non nevica quest’anno!”. Per forza! Almeno posso corricchiare un po’..eddai…!!! E poi così testo il mio nuovissimo Fenix 3, che a distanza di 2 settimane direi che posso cominciare ad amare. Così tanto che ho già adocchiato un bellissimo cinturino turchese su Amazon! 😄 ….e sì, a breve, appena mi ripiglio, ci faccio una recensione coi fiocchi!

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E poi lo usa anche il velocissimo Marco De Gasperi!

Stay tuned and have a happy weekend!

W le donne runner!

Ma anche tutte le altre donne, ovviamente! Oggi è la nostra giornata, anche se, come al solito dovrebbe esserlo un po’ sempre. Non sono qui per fare nessuna polemica, un po’ come accade quando si festeggia San Valentino, dove tutto è commerciale e bla bla…Bando alle chiacchiere, alle frasi fatte e ridette centomila volte. Il mio post è dedicato a noi runners, donne.

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Questa corsa è dedicata a noi. Oggi voglio correre pensando alle donne. A quelle che corrono tutto il giorno fra lavoro e figli (e chissà quant’altro), e poi riescono sempre a trovare la forza di una corsetta, per ritrovare se stesse, e non di certo per stancarsi di più.  Non importa se sono stanca, io mi metto le scarpe e corro, e improvvisamente la fatica non la sento più. Voglio vedere fin dove posso arrivare, quali sono i miei limiti, voglio diventare più forte. Lo faccio per me stessa prima di tutto. Oggi lo ribadisco una volta in più: fallo per te stessa, alza l’asticella, super i tuoi limiti!

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E siccome mai come adesso ho bisogno di pensare alla corsa, chissà quante altre runners condividono il mio pensiero! La corsa ci serve, ci insegna sempre qualcosa, è la nostra compagna di vita, la nostra valvola di sfogo ma anche l’ennesimo pretesto per un po’ di sano shopping! Oggi, regaliamoci qualcosa per la corsa! Che siano un paio di calzini, un gps o magari l’iscrizione a qualche gara, facciamoci un regalo! Io do subito l’esempio, perché mi sono iscritta alla Marcialonga Running 2017 🙂

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Fino a domani solo le donne si possono iscrivere e ricevere poi in regalo la maglietta da finisher col proprio tempo stampato sopra! Non ho potuto dire di no. Ero indecisa se iscrivermi o meno, e alla fine ho ceduto. Incrociamo le dita che al camping mi lascino partecipare alla gara come l’anno scorso, ma io voglio essere positiva! Oggi è pur sempre la nostra festa 😉

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Salmone in crosta di nocciole

In albergo sono quella che ricopia i menù col computer, e li stampa. Quindi prendo decisamente ispirazione! C'era infatti un filetto di salmone in crosta di pistacchi che sulla carta mi pareva molto buono, e così mi sono data da fare su internet, cercando qualche ricetta. Ho delle gustosissime nocciole piemontesi regalatemi a Natale, bisogna utilizzarle!
 
Ingredienti per 2
1 trancio di salmone
3-4 pugnetto di nocciole
1 cucchiaino scarso di cardamomo
2 pizzichi di maggiorana
2 pizzichi di origano
1 spicchio di aglio
Olio e sale qb

Nel mixer metto le nocciole, un po' di sale e le spezie e frullo tutto. A parte, io consiglio almeno un'ora prima, riempio mezzo bicchierino da grappino di olio di oliva, 2-3 pizzichi di sale e lo spicchio di aglio tagliato in due. Lascio quindi un po' a macerare.
Prendo il filetto, e lo passo dal lato della “carne” e non della pelle, in questo olio diciamo un po' aromatico, senza l'aglio però! Lo adagio sulla placca da forno, e poi prendo il trito di nocciole e spezie e lo ricopro tutto. Sempre, ovviamente, con la pelle verso la placca, insomma,quella non va ricoperta, ma va ricoperta la “carne”! Inforno a 200ºC per 25 minuti. 🙂
 
 
 

Ehilà, marzo!

 
La prima cosa che ho pensato stamattina appena sveglia: “Grazie a Dio è marzo!”
Nel mio caso si riferisce semplicemente al mio sfinimento quotidiano al lavoro, e penso che mancano 25 giorni alla fine. Oggi ormai è passato, ed è cominciato marzo. Qui non sembrerebbe marzo, visto che ieri sera ha nevicato circa 10cm in paese, per fortuna, mi viene da dire! Se no, non ho proprio idea di come avremmo fatto a tirare fino ad aprile per sciare.
Ok, però è marzo e pensiamo a quello, giusto?!
Intravedo la luce alla fine del tunnel.
Posso pensare alle gare in modo più concreto.
Oggi il sito delle poste non mi fa caricare la Poste Pay e io mi volevo comprare il gps nuovo…D'oh! Come direbbe Homer.
Stasera esco con un'amica che non vedo da un mese e abbiamo mooooolte chiacchiere in arretrato.
Ho deciso che me ne frego dei dolci, e che se mi sento meglio, li mangio anche se non dovrei. Infatti ieri sera mi sono mangiata una zeppola intera LOL
Buoni propositi sulla linea, non pervenuti.
Buoni propositi sulla corsa: ne ho a bizzeffe. Intanto devo stare ferma fino a venerdì, ordine del fisioterapista che ieri mi ha manipolato caviglia e tibiale, perché io ormai c'ho l'abbonamento!
Benvenuto marzo, ti prego, passa indolore….
 

Crumble di avena e mele

Ricetta alternativa per un dolce perfetto, a mio avviso, prima e dopo la corsa. Ovviamente qui c'entra internet, e in particolare Runtastic che ha proposto questa ricetta, anche se io l'ho dovuta modificare. Il risultato è buono, leggero, gustoso!
 
Ingredienti per una teglia piccolina
170g di fiocchi di avena
80g di noci (sbriciolate a mano)
2 uova
1 pizzico di sale
80g di sciroppo di agave (o acero)
350ml di latte di mandorle
1 cucchiaino di lievito
2 cucchiaini di cannella
2 mele

Nota bene: io avevo due mele più di là che di qua, e quindi le ho utilizzate, ma si può fare con qualsiasi tipo di frutta, sbizzarritevi!
In una terrina metto tutti gli ingredienti secchi, infine aggiungo lo sciroppo di acero e mescolo. In un'altra terrina sbatto le uova e aggiungo il latte di mandorle, mescolo bene, infine verso i liquidi negli ingredienti secchi, mescolo un pochino.
Taglio le mele a pezzettini, e ne metto tante quante per ricoprire il fondo della teglia, verso sopra tutto l'impasto, e metto i restanti pezzi di mela (mi raccomando sottili!) in superficie. Inforno a 190º per massimo 45 minuti. Una volta che è pronta, io l'ho tagliata già in rettangoli, li ho avvolti nella carta da forno perché appiccicano un pochino e li ho messi in frigo dentro al Tupperware così si mantengono meglio.