Bangkok day 1 & 2

Siamo partiti da Milano verso l’ora di pranzo e siamo arrivati a Dubai che era ora di cena (per noi…per loro era decisamente dopo cena). Dopo aver atteso un po’, abbiamo preso il secondo aereo per Bangkok, arrivando nel primo pomeriggio. Fra una roba e l’altra, in hotel ci siamo arrivati che era metà pomeriggio. Un caldo asfissiante. Tipo come avere un phon perennemente puntato addosso, una roba assurda. Decidiamo di riposarci, e poi di prendere lo skytrain (che passa davanti all’hotel) per il centro, destinazione Siam Paragon. Tutt’intorno svafillano grattacieli alti e insegne super luminose. Noi abbiamo solo una gran fame e ci fiondiamo nel centro commerciale davanti alla stazione dello skytrain. Enorme. Ha un piano gigantesco con tutti i ristoranti possibili e immaginabili, da Subway a quelli di cucina coreana e vietnamita. Noi però abbiamo voglia di thai! E troviamo un ristorantino carino che fa piatti thai, così mi butto subito sul classico riso con pollo la curry. Siamo stanchi morti, dopo aver mangiato, riprendiamo lo skytrain e torniamo in hotel, a dormire (o quasi, visto lo “sballo” da fuso orario). Di notte piove fortissimo, un mega temporale, che fa saltare la luce in hotel.img_4431

Il mattino dopo è coperto, caldissimo, umidissimo, ma noi siamo pronti. Scendiamo alla stazione Saphan Taksin, che è anche il Central Pier della linea che solca il fiume Chao Praya. Esistono tante barche diverse, io avevo letto su internet di prendere quella economica, bandiera arancio. Non è facile perché prima ci sono tutte le altre linee più turistiche che ci abbordano chiedendoci dove andiamo…che furbi! Ma io so che voglio la linea dei locali, e infatti trovo la “biglietteria”: un tavolino di plastica con una signora che fa biglietti…LOL   E’ un modo veramente diverso per vedere Bangkok, dal fiume, dove scorre una vita e un’umanità assolutamente diversa dalla nostra.

Scendiamo alla fermata per il Royal Palace, e come usciamo dal molo, troviamo un sacco di gente, e di militari, che ci chiedono documenti e ci perquisiscono. Neanche un mese prima è morto il re, era molto amato dal suo popolo, e così vanno tutti in pellegrinaggio a rendergli omaggio al Royal Palace, ecco il perché di tanta polizia e di tanta gente vestita di nero. Scopriremo poi che quasi tutti a Bangkok si vestono con qualche capo nero, in omaggio al re. Fa veramente impressione. E soprattutto fa pensare quanto bene volessero al proprio re…

Il Palazzo Reale è immenso. Purtroppo una parte ci è preclusa, appunto perché ci vanno i thailandesi ad omaggiare il re, ma comunque il giro da fare è lungo e ci sono tantissime pagode. Un caldo boia, noi ci squagliamo, tanto è che finiamo l’acqua e mi pare di arrostire. Nulla però mi impedisce di fare quelle 484972 foto in giro 😀

Dove ti giri c’era qualcosa di bello da fotografare, ma è anche pienissimo di turisti. Infatti per fare certe foto è stato un parto attendere che non ci fosse nessuno in giro (o comunque meno gente). E poi c’era mezza Francia! E di francesi ne abbiamo incontrati per tutto il viaggio, una quantità smisurata, insieme ai tedeschi e ai soliti americani.

Una parte che mi è piaciuta tantissimo è proprio quella che ci è stata preclusa. Il palazzo da fuori è bellissimo, molto curato, e scommetto che lì dentro ci abitava il re in vita. Ad ogni modo ho fatto alcune foto prima di uscire…

A pochi metri dal Palazzo Reale c’é un complesso di templi molto bello, il Wat Pho dove risiede il Buddha sdraiato, un’enorme statua lunga 46 m e larga 15m. E’ anche il luogo dove si dice che sia nata la scuola di massaggio thailandese. Insomma, un posto da vedere assolutamente e a tutt’oggi penso che sia uno dei posti più belli che ho visto in Thailandia.

Il complesso dove risiede il Buddha è davvero bello e decorato. La cosa incredibile è che gli è proprio stato costruito intorno, e quindi non si riesce a vedere il Buddha tutto intero ma solo a pezzi. E c’é la fila per farsi le foto in certi punti, dove lo si vede un po’ di più. E’ davvero maestoso, mi ha colpito molto.

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Girovagando fra Palazzo Reale e Wat Pho, siamo stati in ballo per ben 3 ore! Mamma mia quanto vola il tempo….io poi mi perdo a fare foto ai particolari e alle persone che trovo in giro, mentre Willy pazientemente mi aspetta…

Nelle -più o meno- vicinanze c’é anche il municipio con questa “Giant Swing” che non ho capito bene cosa fosse. Dalla cartina sembra vicina, e invece non lo é mica tanto. O forse sono io che sono stanca, affamata (non avevamo pranzato) o ho la traveggole, ma comunque mi pare in capo al mondo. Ci arriviamo e c’é un tempio (tanto per cambiare), questa piazza immensa, e questa specie di porta rossa gigante. Fatta la foto velocemente, ci siamo girati e tornati verso il molo per riprendere il battello.

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Il mitico 7Eleven ci ha salvato…o meglio ha salvato Willy dalla versione Marta-famelica-che-si-mangerebbe-pure-i-marciapiedi XD Preso il battello, siamo ritornati al Central Pier. E da lì con lo skytrain in hotel.

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Primo -vero- giorno a Bangkok finito! E ho guardato il Garmin che mi ha segnato qualcosa come quasi 19 km a piedi!! Ecco perché forse ero un po’ stanchina??! XD

Info utili

Biglietto per il Royal Palace 500THB (€13 circa ma ne vale veramente la pena!)

Biglietto per il Wat Pho 100THB (€2,60 e inclusa c’é una bottiglietta d’acqua)

Costo Chao Praya Express (bandiera arancio) 14THB (€0,36 a tratta)

Nella mia borsa di viaggio

My travel kit

 

Che poi, onestamente, è nella mia borsa tutti i santi giorni…comunque…diciamo che per me questo è un vero kit di sopravvivenza! Queste cose non devono mai mancare, e quando vengono usate, le rimpiazzo sempre, specialmente mentre viaggio. Perché andando in giro non sai dove sei, come sono le condizioni igieniche, e poi prima di qualsiasi pasto io devo avere le mani pulite. Amen.
Questo è anche il kit che uso in aereo, per i voli lunghi, perché la pelle si disidrata tanto! Una volta, ritornando a casa da Bali, avevamo fatto scalo ad Hong Kong. Il volo di rientro era piuttosto lungo, io ero stanca e per pigrizia non mi sono messa la crema né spruzzata l’acqua termale…incredibile ma, ad un certo punto vado in bagno, e la pelle delle mie mani era secca, a squame! Non ci volevo credere! Da allora, mi ricordo sempre di spruzzarmi l’acqua termale e darmi la crema. Inoltre l’acqua termale mi sostituisce la crema notturna quando fa caldissimo, perché ho la pelle mista e se metto una crema nutriente col caldo…ciao, mi sveglio in condizioni pietose, povera pelle!
Ma come si suol dire, sbagliando si impara!
Stessa cosa per i capelli…mai più senza mollette ed elastici, che servono sempre, specialmente quando si viaggia dove notoriamente il capello fa un po’ schifo dopo varie ore di volo….perchè, o sei Chiara Ferragni col suo entourage Pantene, o ciao bella! XD
In tutto questo non ho nominato spazzolino e dentifricio, che nei voli lunghi non devono mai mancare…e sappiamo perché…visto che non vogliamo aprire bocca e stendere i nostri vicini di seggiolino… LOL

Il punto della vacanza

O quasi.

Sono in Thailandia dal 7 novembre, oggi è il primo giorno di mare, sull’isola di Koh Samui. Sono sbarcata ieri sera, era ovviamente tutto buio, e anche se adesso è nuvolo, io la spiaggia la voglio vedere ugualmente! Il tramonto ieri prometteva bene però!


Fino adesso questa Thailandia mi è piaciuta tanto. Ho solo cose positive da raccontare! Ho visto cose curiose, ascoltato storie interessanti sul commercio dell’oppio al Golden Triangle, e guardato il Mekong scorrere placido quando sulla riva opposta c’era il Laos che guardava me. Sono stata un giorno con gli elefanti, ho dato loro da mangiare, abbiamo fatto il bagno nel fango e nel fiume assieme, e non so a quel punto chi fosse più felice fra di noi. Tornare bambini lanciandosi il fango addosso? O vedere l’espressione beata di un elefante mentre tutto insieme lo schizzavamo come quando lo si faceva in spiaggia da piccoli? E poi il sorriso della gente, la gentilezza spontanea di alcuni, o la malizia di certe massaggiatrici (ci siamo capiti)…anche questo è Thailandia!

Elephant Jungle Sanctuary

Tempio a Chiang Mai

Loy Krathong a Chiang Mai

Tuk Tuk

Travel tips

Travelling

 

Sono in Thailandia da quasi una settimana, mi sarò abituata al fuso e al caldo, ma soprattutto a impacchettare e spacchettare le mie valigie!
Quando faccio i viaggi lunghi, i miei essenziali di viaggio sono sicuramente questi. Partiamo dalle cose semplici.
Diario di viaggio- Che puntualmente rileggo anche a distanza di anni, e mi aiuta a ricordare dettagli che si perdono nella memoria. Lo scrivo a tutte le ore, di solito verso fine giornata ma a volte anche di notte..o sull’aereo, nel limbo che si crea quando stai viaggiando, che non sai più che ora è! Ahahah!
Macchina fotografica- Irrinunciabile per una come me che adora fare foto! La reflex è grande e a volte scomoda, ma le foto che fa sono bellissime e compensa la scomodità! Unico problema: se non la uso per troppo tempo mi scordo un po’ come funziona ahaha! Anzi, ohi ohi ohi…
Sneakers- Scarpe comode quando si viaggia! Non mi voglio pentire durante il viaggio di quello che mi può capitare ai piedi (vedi vesciche). Di solito le scarpe chiuse vanno bene per i mercati o gli aeroporti, insomma, quando si prendono i mezzi di trasporto o si va in ambienti dove per terra si trova un po’ di tutto. Per camminare in città uso le Birkenstock, perché sono sagomate ma il piede non è raso terra come con le infradito, e dopo 8 ore a camminare i piedi ringraziano.
Accessori come occhiali o Kindle- Gli occhiali sono utilissimi, soprattutto per nascondere le occhiaie da troppe ore di viaggio XD E poi io devo leggere, è inutile! Siccome mi piace viaggiare leggera, non voglio portarmi dietro libri di carta (anche se restano sempre i miei preferiti), e quindi di solito mi scarico quei 4-5 libri sul Kindle, così sono a posto e posso leggere non-stop!
Documenti- Voglio che tutto sia in ordine e raggiungibile. Ho vinto tempo fa in un give -away un comodissimo porta documenti di viaggio di Accessorize. E’ fantastico: ci metto dentro passaporto e carte varie dei voli o dell’assicurazione sanitaria. Quando sono in aeroporto lo tengo sempre a portata nella tasca esterna dello zaino, è davvero comodo.
I bagagli- La valigia rossa è proprio la mia, semi-rigida e trolley, ovviamente. Ho già sperimentato la valigia rigida sottile (non trolley) ed era vecchia e super scomoda. Da quando uso il trolley è un altro mondo. Soprattutto se, per esempio, bisogna passare in posti poco asfaltati e polverosi. Quando però lo imbarco per i voli lunghi, lo faccio sempre incelophanare in aeroporto. Preferisco spendere ma almeno essere sicura che tutto il contenuto arrivi sano e salvo!
Poi il mio bagaglio a mano è lo zaino. Lì dentro nei voli lunghi c’é posto per un cambio vestiti, un piccolo beauty case con il necessario per il volo e ovviamente il Kindle o le parole crociate, il diario e la reflex. Le cose di valore viaggiano nello zaino, SEMPRE. E poi molte compagnie, vedendolo, non lo controllano, non lo pesano, e quindi posso sempre caricarlo di più, se sono in emergenza kg in eccesso….Non è mai successo di eccedere ai limiti, ma meglio prevenire…che pagare gli extra per il peso!

Si prende il volo!

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Ed esattamente lo prendo con questo qui!! L’Airbus A380! Magari non ci trovo la Jennifer Aniston, ma io non me la prendo 😉 Vado in vacanza!!! Sìììììì! Ecco perché dicevo che novembre mi piace: celebrerò il mio compleanno al mare, e soprattutto al caldo! 😀 Sono 2 anni che non vediamo il mare, un mare dove fare il bagno, e quindi urgeva porre rimedio. E sono anche due anni che stresso perché vorrei visitare questo paese, ovviamente in Asia…

*rullo di tamburi*

Ebbene sì!! 20 giorni di Thailandia!!

Partendo ovviamente da Bangkok, la capitale, con una capatina in giornata ad Ayutthaya, l’antica capitale. Poi si vola al Nord, a Chiang Rai e Chiang Mai, a vedere gli elefanti 🙂

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Chiang Mai

Infine, voleremo al mare per circa 10 giorni di relax, snorkeling e magari Sup (devo provarlo assolutamente!). La meta che abbiamo scelto è Koh Samui, una bella isola nel Golfo della Thailandia.

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Koh Samui

Mi sento un po’ come a Pechino Express, visto che molti dei luoghi che visiteremo sono stati toccati dal programma televisivo. Non avremo lo zainone, come i concorrenti, ma a noi comunque piace viaggiare leggeri: costumi, magliette, infradito e crema solare! Thailandia arriviamooooo!

Non potrò perciò essere molto presente sul blog (ho programmato qualche post in mia assenza), ma sicuramente non mancheranno gli aggiornamenti di viaggio! A presto!

Valencia- Ultimo giorno

Alla fine è arrivato martedì, ultimo giorno a Valencia. Anche oggi il tempo non è dei migliori, ma fa comunque caldino, si sta bene. Non sapendo bene cosa fare, visto che, ormai abbiamo visto praticamente tutte le cose più importanti, convinco Willy ad andare al giardino botanico. A lui non piacciono i giardini botanici…a Lisbona gliene ho fatti vedere 2 o 3 (non ricordo) in 4 giorni..mi ha un po’ odiato ahahah! Alla fine però ha ceduto.

Lui mi ha odiato ancora di più quando siamo arrivati e all’entrata c’era un cartello che diceva che è anche un’oasi felina…insomma, gatti e piante, il top per lui! Ahahah! Io sono impazzita, era pieno di gatti neri e ne ho accarezzati tanti. Uno tigrato invece mi ha morso perché voleva giocare, come fa Kuro…birbante!

L’entrata comunque costa €2 a persona, cifra irrisoria. Poteva però essere tenuto meglio, in alcuni punti era un po’ sporco, o mancavano piante, ma magari poi lo avrebbero sistemato. La cosa carina, nella serra al centro, c’era la ginnastica dolce per gli anziani! Infatti c’erano 15 persone che la facevano..che carino!

Come sempre, in questi giardini di città calde, c’é la zona piante grasse che mi fa morire. Ho fatto 378379 foto. Adoro i cactus e le succulente! Mi sono sbizzarrita…

Dopo il giro al giardino botanico, ci siamo diretti verso il centro, passando però per una zona diversa e incrociando le Torres de Quart. Siccome era possibile salirci sopra, lo abbiamo fatto, a costo 0 mostrando la VLC Card (Valencia Card, acquistabile presso gli uffici del turismo).

Come si può vedere, le torri sono crivellate di colpi di pistola e cannone, segno che hanno ben difeso la città nel corso dei secoli! Infatti facevano parte delle antiche mura, ora ormai scomparse. Le torri furono edificate fra il 1441 e il 1460 in stile gotico valenziano che ha influenzato anche alcune opere in Italia come il Maschio Angioino a Napoli. Dal 1626 fino a XVIII secolo ospitarono il carcere femminile e dal 1931 vennero dichiarate monumento storico-artistico nazionale.

E dall’alto si gode un bel panorama sulla città. Peccato che non ci fosse il sole…

Dopo la visita alle torri, ci siamo diretti verso la Estacion du Norte con annesso stadio della corrida. Li abbiamo solo visti da fuori. Stanno in una zona molto trafficata e domenica ci eravamo già passati davanti correndo…ma ovviamente non avevo tempo di fare foto!

Visto che era quasi ora di pranzo e visto che eravamo lontani dal mare, abbiamo preso la metro e ci siamo avvicinati al porto. Abbiamo voluto provare un ristorante consigliato da mia mamma (è stata a Valencia 8 anni fa), il ristorante La Pepica. Un posto pieno di storia, rimasto negli anni 70 come arredamento…I camerieri, in t-shirt sì, ma super impettiti e di età media 60 anni, ci hanno messo un po’ inquietudine. La paella era buonissima, ma era praticamente 2/3 di quella che ci hanno portato a Casa Navarro..e il caffè ce lo hanno fatto pagare quasi €4 (2 espressi). In pratica, abbiamo mangiato bene, ma speso di più che a Casa Navarro! Io ho pensato che abbiamo pagato più per la storia, visto che è stato fondato nel 1898, e da qui sono passati tanti nomi illustri fra cui Hemingway. Non ho fatto foto dentro al ristorante, ma fuori…alla spiaggia falciata dal vento e il mare burrascoso a fare da contorno.

E dopo che fare? Avevamo il volo alla sera, e quindi bastava arrivare in hotel a prendere i bagagli alle 18. Così ci siamo dedicati ai souvenirs e all’ultima horchata presa praticamente per caso…in un altro luogo storico della città, la Horchateria Santa Catalina. E’ in centro, vicino a Plaza de la Reina e ci siamo passati davanti varie volte. Io l’ho adocchiata perché ricoperta di maioliche sia all’interno che all’esterno, e mi piacciono quei posti che sanno di antico e di storia. Così siamo entrati.

Ci siamo seduti e una cameriera ci si è appioppata, non capivamo perché tanta insistenza…allora le ho chiesto se aveva un menù e lei mi ha detto di no perché loro facevano solo: churros, cioccolata calda , horchata e fartons. Al che ho detto…e proviamo sti fartons con la horchata! Uno al cioccolato e uno alla crema…ci siamo lanciati nel vuoto perché nella guida che avevamo non c’era scritto niente..tanto per cambiare! Ma ci siamo lanciati bene! 🙂

C’erano delle persone che li inzuppavano nella horchata, ma lo abbiamo visto dopo averli mangiati “a secco”. Sembravano fatti della pasta delle brioche, molto buoni! Wikipedia dice che sono leggeri, preparati con olio di girasole…ambé! Linea salva, o quasi ahahah!

E così l’ultima giornata in terra spagnola è finita. Alle 18 siamo tornati con calma in hotel e poi siamo andati in aeroporto. Abbiamo fatto i controlli e  abbiamo aspettato il volo. Per ultimo abbiamo visitato Starbucks, Willy per un caffè e io ho bevuto il pumpkin spice latte! Finalmente! Il secondo in 2 giorni…ne avrei fatto indigestione! Mannaggia…

Alle 23:30 siamo arrivati a Bergamo. Tutto finito, purtroppo. Ma la medaglia in valigia mi ha ricordato che è stato tutto vero!! 😀

Valencia- Giorno 4

Ci siamo svegliati lunedì, dopo la gara, con 10°C in meno e la pioggia. Ottimo!! I nostri amici hanno riportato il sole in Italia mi sa! Per fortuna non è una pioggia troppo forte e si esaurisce in mezza giornata. Quindi è decisamente il giorno giusto per affrontare i mercati. Cominciamo col Mercado Central, dentro un bellissimo palazzo.

All’interno ci sono tutti i negozi, divisi per generi alimentari. E’ lunedì, e il banco del pesce piange perché, abbiamo letto sulla guida, di domenica non si esce a pescare, quindi al lunedì mattina non c’é pesce….Ma invece ci sono frutta, spezie e l’immancabile prosciutto!

Abbiamo ovviamente comprato delle spezie -adoro! E costavano pochissimo rispetto all’Italia. Per meno di €10 abbiamo preso: paprika dolce, peperoncini super piccanti, curcuma e cardamomo. Poi c’erano un sacco di turisti con le guide, che avevano preso d’assalto i negozi coi prosciutti…Willy ne ha visto uno che si vendeva a €76/kg!! Aiutoooo!

Poi siamo usciti fuori e diluviava…quindi ho fatto delle foto al volo del mercato e della Lonja de la Seda, la “borsa della seta” , che nel 1996 è diventato Patrimonio UNESCO.

Il mercato all’esterno

Lonja de la Seda

Lonja de la Seda

Dopo, ci siamo diretti verso il Mercado Colon, dall’altra parte del centro storico. Trattasi non più di un mercato, ma di un palazzo liberty, aperto, con al suo interno per lo più ristoranti e bar. Vale comunque la visita, e poi io adoro il liberty 🙂

Era ormai ora di pranzo, ma in realtà non ce ne siamo accorti e avevamo solo voglia di bere qualcosa, così abbiamo scelto un bar a caso…guardando in realtà le persone sedute fuori. Abbiamo scelto quello con più zdaure (cioè, sciure, le signore 🙂 )perché si sa che le zdaure sanno il fatto loro, e infatti…neanche a farlo apposta, ci siamo seduti alla Horchateria San Daniel, una delle più famose della città! E così abbiamo provato la famosa horchata.

Si tratta di una bevanda rinfrescante che si prepara con acqua, zucchero e con il latte del tubercolo ipogeo che caratterizza le radici di una pianta diffusa proprio a Valencia, e che in italiano si chiama cipero o zigolo dolce. E’ molto dissetante, e si serve liquida, come granita, o mista (liquida e granita, ed è così che l’abbiamo bevuta). Dopo il pit-stop rinfrescante, altro giretto e ricerca di un posto dove mangiare (alla fine ci è venuta fame!). E siamo stati da The Good Burger, che non era un fast-food, come loro stessi ci tenevano a specificare. Tutti i panini erano fatti al momento, coi migliori ingredienti. Io ho scelto quello montanaro, per non smentirmi, col pane al bretzel e la carne bio.

Dopo il pranzo ci siamo fatti un altro giro…sempre senza meta, come di consueto.

E poi ci siamo imbattuti in lui..il palazzo più incredibile di Valencia!! Il Palcio del Marques de dos Aguas. Totalmente rococò, oggi ospita il Museo  della ceramica Gonzalez Martì. A me personalmente è piaciuto tantissimo, gli ho fatto un sacco di foto perché non riuscivo a togliere lo sguardo dalle decorazioni.

E niente, il resto della giornata è passato girovagando per il centro, e facendo venire orario di cena. Ci siamo fatti un aperitivo in un birrificio che ho adocchiato i giorni prima, il Birra&Blues. E ho adocchiato il posto giusto! Le birre che abbiamo provato ci sono piaciute molto.

Dal sito ufficiale

Insomma, Valencia fino adesso ci ha offerto tanto buon cibo, bellissimi scorci e una gara indimenticabile..che volere di più? 😀IMG_6862

Valencia- Giorno 3

E cioè il giorno della gara di cui ho già parlato in QUESTO POST. E quindi non ho intenzione di parlare nuovamente della gara, ma della giornata in totale. Perché appunto è cominciata con la sveglia prestissimo, un po’ di ansia prima, durante il viaggio per raggiungere la partenza, e poi gran sollievo durante la corsa! Infatti in griglia ci siamo arrivate sconvolte…ma poi siamo partite e abbiamo finito col sorriso, come si vede nella foto della Sarah del “prima” e “dopo” 🙂

E il “dopo” ha anche voluto dire andare in hotel e farsi la doccia. Sarah e Cristian avevano pagato un extra per tenere la stanza, mentre la Jo e #LoZio no, e quindi sono andati via subito, non appena siamo arrivate. Quindi siamo rimasti in 4, ci siamo diretti con calma verso la metro e verso l’hotel. Ma siccome, come ho già detto, la metro non è il massimo, ci è capitato di arrivare alla stazione di cambio e dover aspettare tipo 40 minuti prima dell’altro treno. Così abbiamo deciso di farcela a piedi perché eravamo tipo a 15-20 minuti dall’hotel ( a piedi)!! Sosta a prendere da bere in un supermarket aperto e poi…e poi…il pranzo dell’atleta da…Taco Bell! Buahahah! Sì, perché in Italia non c’é e io ero curiosa di provarlo. Ho preso un burrito…oh, ma era veramente buono! Cioè, non era fast-food sudicia imitazione del messicano, era buono! XD E quindi con le pance piene, siamo andati in hotel a farci -tutti- la doccia. Alle 16 eravamo pronti a raggiungere la Jo e #LoZio che avevano mangiato in centro.  Quindi come abbiamo deciso di festeggiare la vittoria??

Ma coi churros ovviamente!!! E la cioccolata calda, che a 30°C sono proprio l’ideale…ma sai che c’é?? CHISSENEFREGA! Per una volta il post corsa è da “chat meal” tié! Ce li siamo goduti…E dopo, altro giro in centro per far venire l’ora di andare in aeroporto (per gli altri).

Iglesia de San Juan del Hospedal

E per caso, ci ha attirato (a me e Sarah) una porticina, con due preti che parlavano in un giardino “segreto” e così, complici altri due turisti che stavano entrando, li abbiamo seguiti e abbiamo scoperto questa chiesa. Un edificio costruito nel XIII in stile gotico valenciano. E’ stato come entrare in un altro mondo, ci è piaciuto tantissimo!

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Praticamente siamo finiti dietro Plaza de la Virgen, al centro archeologico della Almoina, con relativa piazza dallo stesso nome. La cosa che ovviamente ci ha colpito è stata l’architettura a contrasto fra quella gotica della Catedral e quella moderna del museo.

Poi si è fatta l’ora di salutare gli altri, e io e Willy abbiamo ripreso l’esplorazione del centro storico, andando nella zona del Mercado Central. Un quartiere ricco di murales giganti e zone riqualificate.

Quello che abbiamo notato, è che ci sono molti palazzi abbattuti, e quindi dei buchi giganti fra un condominio e l’altro. Un po’ come a Lisbona, dove abbattevano i palazzi preservandone però le facciate, e da lì ricostruivano. Idem anche qui, solo che molte volte le facciate non le tengono. Una cosa curiosa insomma, inuguale per un centro storico in Italia!

Ma il mondo è bello per questo, per essere esplorato in tutte le sue sfaccettature 🙂

Poi si è fatta ora di cena, qualche tapas veloce e a nanna a riposare bene! 🙂

Valencia- Giorno 2

Il giorno della vigilia della gara! E visto che il giorno prima ci eravamo distrutti dal gran che abbiamo camminato, abbiamo deciso di prendercela con più calma e usare i mezzi. Bocciata la metro, che non collega tutte le parti della città. Mentre i bus sono fantastici, ci sono tante linee e sono tutte puntuali ed efficienti. Infatti, decidiamo di andare all’oceanario subito. Ci arriviamo col bus, che ferma praticamente davanti 🙂 E alle 10:30 siamo dentro. In effetti, è vero che ci vogliono tante ore per visitarlo, perché è gigantesco! Noi avevamo già visto quello di Lisbona, e siccome questo è gemellato, eravamo curiosi di vederlo.

Le foche ci hanno accolto subito con le loro facce buffe 🙂 Poi siamo passati alle vasche sotterranee, con pesci tropicali, squali, e gli abitanti dei mari freddi. Le meduse come sempre mi hanno affascinato, sono bellissime, e mi trasmettono calma. Le trovo creature davvero strane e meravigliose!

Poi, siamo passati nei tunnel in mezzo agli acquari. Con tutti i pesci che ti passavano intorno, erano davvero belli e scenici. I bambini presenti erano impazziti a vedere tutti quei pesci insieme. E anche noi siamo tornati un po’ bambini passandoci attraverso.

E poi ho visto i trichechi!! Era la prima volta in vita mia, ero così emozionata!! Sono enormi, mi hanno fatto una gran impressione. In senso positivo ovviamente. Oltre a quelli abbiamo visto i delfini. Io al delfinario non ci volevo andare, perché in realtà mi fanno un po’ tristezza e poi sono sensibile….Ma tutti gli altri volevano andarci, e siccome lo spettacolo era compreso col biglietto, abbiamo assistito allo show. Per fortuna, non è stato niente di traumatico, mi sembrava che anche i delfini, dopo tutto, facessero gli esercizi tranquillamente. Erano per lo più salti, sbattimenti di pinne e ci hanno fatto sentire il loro verso. Mi è piaciuto, e mi sono anche emozionata! Sono sensibile, cosa vuoi farci?!

Playa Alboraya

Dopo si era decisamente fatta ora di pranzo, ma tanto a Valencia certi ristoranti non aprono prima delle 13, quindi più tardi si va e meglio é.

Consigliati dal ragazzo della reception, siamo andati a Playa Alboraya al ristorante Casa Navarro, a mangiare paella. Perché, ci ha spiegato il ragazzo, quella si mangia solo a mezzogiorno. Se la si mangia di sera, significa che è riscaldata. Consigli buoni perché abbiamo mangiato sulla spiaggia, al sole, godendocela proprio. E che dire del cibo??

Io e la Jo siamo agguerrite! (e affamate!)

#LoZio e Sarah pronti all’azione!

Le foto parlano da sole direi! Quella “piccola” padella era per 3…non male eh?! Direi che abbiamo fatto il carico per la gara del giorno dopo. Pronte a mangiarci anche i 21 km!

E dopo il grande pranzo, che fra una cosa e l’altra ci ha tenuto a tavola fino alle 15:45…abbiamo fatto due passi due in centro. Fra l’altro alle 16 tutti i ristoranti erano pieni di gente che pranzava. Ambé! Mica male sti orari spagnoli! Comunque, la spiaggia era molto carina, un po’ ventosa, ma piacevole per una breve passeggiata.

Playa Alboraya

Dopo, appunto, altro giro in centro così, all’avventura, dove ci ispirava di più andavamo. Così abbiamo esplorato il bel centro storico. Gran scorci carini, davvero, uno meglio dell’altro.

Banco do Valencia

Plaza del Ajuntamiento (il parlamento)

Il palazzo delle poste

Invece di tornare in hotel, fare la doccia e uscire, quindi cenare troppo tardi, abbiamo optato per restare in centro. Siamo tornati alla Taverna de la Reina per le tapas. Io e Sarah avevamo famissima, a me girava persino la testa. In 6 a volte è difficile decidere cosa mangiare e dove, e le decisioni si protraggono all’infinito. Comunque a stomaco pieno è andata decisamente meglio. Fra una cosa e l’altra siamo tornati in hotel in orario più che decente, pronte a dormire e riposare per il giorno dopo.

Lonja de la Seda

Valencia- Giorno 1

Sveglia alle 5:15 per partire di casa alle 5:45 in direzione Bergamo. Siamo facilitati perché i genitori del mio compagno abitano a 25km da Milano. Io mi sono quasi addormentata in auto…I’m not a morning person! Comunque…arriviamo all’aeroporto, lasciamo la valigia al check-in e facciamo colazione aspettando gli altri che arrivano dopo 15 minuti neanche. Sorrisi, baci e chiacchiere a più non posso perché Sarah e Cristian li abbiamo visti per l’ultima volta 5 anni fa!! Poi abbiamo fatto conoscenza di Joanna e suo zio (che da adesso in poi sarà chiamato da tutti #LoZio). La squadra è pronta per volare a Valencia! In meno di 2 ore atterriamo.

Quando arriviamo è nuvoloso ma ci sono 20°C..mica male! In neanche un’ora siamo in hotel. Ansia da pacco gara! Decidiamo che lo vogliamo praticamente SUBITO e così decidiamo di andare subito in direzione porto. Di Valencia abbiamo capito una roba dopo il primo giorno: i bus vanno meglio della metro e sono più frequenti. Ma ne eravamo ancora ignari, quindi prendiamo la metro e poi ci facciamo un buon tratto a piedi. Abbiamo fame, e poi l’ufficio gara è chiuso fra le 14 e le 15, quindi optiamo per un ristorante (purtroppo mediocre) sulla spiaggia.

Dopo pranzo dobbiamo andare al “Tinglado 4” al porto. Inutile dire che sbagliamo strada, torniamo indietro e ci facciamo tutti e 3 i Tingaldo prima di raggiungere il 4. Sono molto belli. Edifici portuali ottocenteschi decorati in Liberty…

Finalmente raggiungiamo l’ufficio e prendiamo il pacco gara! Yessss, missione compiuta!! Felicità e foto di rito 😀

A questo punto, missione compiuta, decidiamo di andare all’Oceanario nella Ciudad de las artes y la Ciencias. Ce la facciamo a piedi, sembra vicino: pessima idea! Sotto il sole, stanchi, camminare i km, prima di una gara…insomma, scelta trogolo azzeccata! Oltre tutto, quando arriviamo, alle 16:30, ci rifiutano di farci il biglietto perché chiude alle 18 e ci vogliono 3 ore per visitarlo, quindi decidiamo di tornarci il giorno dopo. Perciò, foto a più non posso delle architetture di Calatrava!

Questo posto è sicuramente uno di quelli che mi ha colpito di più. E pensare che in quel lago c’é l’arrivo della maratona…uhm…mi fa proprio venire voglia di partecipare!! (solo per arrivare lì ovvio!)

Preso il bus perché BASTA CAMMINARE, ci siamo diretti in centro per un giretto tranquillo e una tapas- che ci sta sempre! E così che scopriamo la Valencia antica. Passando per la Torres de Serranos.

Poi ci affacciamo in due piazze molto belle, la prima è la Plaza de la Virgen, spettacolare! Con tutti i monumenti e la Cattedrale gotica.

La Cattedrale si affaccia sia su questa piazza, che su Plaza de la Reina. E siamo anche entrati dentro a dare un’occhiata…era molto bella, specialmente la zona dell’altare. Sia io che Sarah abbiamo studi d’arte alle spalle, perché lei è un architetto e io sono diplomata all’artistico, quindi ci interessiamo molto di chiese, monumenti e artisti.

Dopo è scappato il momento cerveza+ tapas alla Taverna de la Reina, in piazza proprio. Scelta azzeccata! Ogni tapas costava da €1 in su, quindi con circa €7 a testa beviamo la birra e mangiamo qualcosina.

Poi, stanchi morti, siamo tornati in hotel per una doccia. Dopo abbiamo ovviamente preso un bus per il centro, eravamo troppo stanchi. E così abbiamo visto anche un pezzo di centro di Valencia by night…

Stazione del Norte

Il Parlamento

La metro purtroppo chiude presto, mi pare le 23, e il bus idem. Così il ragazzo dell’hotel ci ha detto di prendere il taxi. In effetti, ogni corsa da Plaza de la Reina al nostro hotel ci è costata €6,80. Un prezzo irrisorio! (soprattutto se diviso per 3) Quindi per due sere abbiamo fatto così. Ho toccato il letto, a pezzi, verso le 24…dolce sonno! Ho dormito come un ghiro…pronta per l’esplorazione della città il secondo giorno!