Fine di un’agonia

Cioè l’agonia ferragostana, anzi, l’agonia di agosto e basta. Che per gli altri vuol dire relax e invece per me vuol dire pazzia. Non ho scritto sul blog, non ho avuto voglia neanche di quello. Non vedo l’ora che sia settembre, giuro. O forse basterebbe anche solo domenica, che, da quanto ho capito, partiranno in parecchi. Lo so che non è professionale o che forse suono come la più lamentosa del mondo ma: non ce la faccio più. Ho mal di gente. Ho la pazienza ai limiti storici, e io di quella, ne ho sempre avuta tantissima. Ma ne ho abbastanza di farmi il culo tutti i giorni, di non avere una vita sociale, di vivere da single perché anche se convivo il mio ragazzo che non lo vedo mai né ci parlo mai, sono stanca di sorridere e di rispondere a tutte le domande sceme che la gente mi fa. Sono stufa di questa gente che vuole tutto subito, che guarda la montagna attraverso lo schermo del telefonino, senza capire cosa vuol dire davvero la montagna. Sono tutti dei pecoroni incivili, irrispettosi, che si approcciano a questi luoghi come se fossero i loro luoghi, ignorando o non volendo comprendere le regole. E’ tutto loro, ci sono solo loro, tu non conti niente. Che schifo. Sono tutti presi da una frenesia, perché vogliono fare tutto, devono provare tutto, e tutto deve essere come vogliono loro. Non capiscono la montagna, non la sanno vivere né tanto meno rispettare. Hanno sempre e solo ragione loro.

Qualche giorno fa ho litigato come non avevo mai litigato in 10 anni che faccio questo lavoro. Perché c’era un signore che non si ricordava che il check-out era entro le 13, stava partendo alle 16:30 e non voleva pagare €10 in più per la partenza in ritardo. Si è messo a urlare contro di me intimandomi di stare zitta, che io non potevo parlare, ma io…eccome se ho parlato invece! Gli ho detto le mie ragioni, che se lui non si ricordava era la sua parola contro la mia, che io sapevo perfettamente di averglielo detto. E ha pagato fino all’ultimo centesimo, dicendo che “siete peggio dei crucchi dell’Alto Adige” e “siete peggio dei politici”. Mi ha dato della disonesta anche, ovviamente. Io tremavo, giuro. Ho proprio pensato “che gente di merda. Ti auguro di spendere tutti i soldi in medicine” E non mi pento di quello che ho pensato. Ma questo signore lo voglio rimuovere, ecco perché voglio che agosto passi. E che passino le domande deficienti.

Ieri un signore viene e mi chiede “Ma cosa c’é nel museo della guerra?” ma secondo te?? Farfalle! Non lo so…

Oppure un altro che voleva: un sentiero, non troppo ripido, non troppo lungo, nel bosco, con una cascata, con qualche ristorante o baita e che poi per tornare potesse prendere gli impianti. Era quasi seccato quando all’inizio gli ho detto “cascate con sentieri quassù non ce n’é!” forse avrei dovuto fargliene una io seduta stante chissà. Non si rende conto la gente che ha i criceti morti nel cervello.

E a me viene la morte nel cuore. Perché poi vedo i bambini estratti dalle macerie del terremoto, e penso che quelle siano le priorità vere, e che tutta sta gente qui non capisce niente e pensa di sapere tutto.

i-will-survive-plantpot

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6 commenti

  1. E purtroppo questo è lo specchio di, parte, della società, di oggi. Ieri su fb una si lamentava perchè ha fatto troppa coda da canazei a vigo, perchè c’è troppo traffico e che non si capacitava che le “amministrazioni comunali” non avessero risolto ancora con una circonvallazione come a moena. Cioè lui ERA il traffico e si lamentava del traffico. Per un mese l’anno forse due dovrebbero costruire un’autostrada?! Problemi dei posti con alto appeal turistico. Adesso relax, poi domenica prossima ti sfoghi alla marcialonga?!

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