Pensieri di corsa

Perché alla fine giovedì scorso ho infilato le scarpe (non da corsa!) e sono andata in Val Duron. Ero sola. Zero musica. Ho incontrato due signore che scendevano mentre salivo, e basta. Il boato del fucile di un cacciatore che mi ha scosso quando sono arrivata in cima, al Rifugio Micheluzzi.

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Sono partita che avevo paura! Dopo la corsa disastrosa, mi sentivo diversa e quasi intimorita. Non mi era mai successo…e non era di certo da me! E quindi, la paura si batte, e si vince! Mi sono vestita bene e sono partita a passo svelto, quasi correndo. Anzi, ad un certo punto, mi sono messa a correre e mi sono dovuta dare una calmata. Ero felice! Ma le scarpe non erano quelle da corsa, erano quelle per camminare. Ed è quello che ho fatto. Ho camminato più veloce che potevo, ammirando anche il paesaggio e gli alberi color ruggine.

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Ho pensato che sono stata un po’ scema ad aver avuto paura. Paura di non riuscire a fare quello che mi piace. Anche una camminata così. Mentre tornavo giù, sentivo di avere male ai piedi, lo sapevo…ho messo quelle scarpe che erano mesi che non mettevo. Anche se l’inverno scorso le ho portate praticamente sempre, e anche se sono comode, io dovrei conoscere i miei piedi…e invece…ho collezionato due vesciche super dolorose! Una sul mignolo sinistro, e un’altra sul tallone destro, giusto per non farci mancare niente. Ma ero felice.

Sabato stavo bevendo un caffè al bar, e ho incontrato un’amica che non vedevo da tempo. Ci siamo messe a chiacchierare, e lì con lei c’era una sua “parente”: sua cognata, diciamo, anche se non è sposata al fratello del compagno della mia amica…ma comunque… Al che lei mi dice che corre, non quanto me, ma va anche con le pelli, e che potremmo andare a camminare assieme in Val Duron o farmi provare le pelli. Ma sì perché no?! Così ci siamo scambiate i numeri. Lei fa la spola fra qui e Trento, ma magari quando è su, ci vediamo sicuro! Voleva già fare un giro sabato ma il mio piede non era a posto. Io l’ho preso come un segno positivo! E oggi ho fatto l’ennesimo tentativo di mettere le scarpe da running: esito quasi ok! Mi sono coperta al massimo e sono partita. Pensavo al freddo, a come avrei reagito, ma ho anche ragionato sul fatto che, il freddo è freddo punto. Sta a me decidere come affrontarlo. Sono andata nella parte più fredda però. Anche se erano le 11, stavano sparando la neve, e costruendo le piste da fondo. Immaginiamo quanto poteva essere sotto zero…comunque….l’aria fredda che entrava dalla bocca mi ha fatto venire la nausea. Ma io avevo il buff e per certi momenti mi sono parata la bocca con quello, ho tenuto duro e ho continuato. L’ultimo pezzo era al sole lungo il fiume, era lì dove ero andata in crisi con la respirazione nella precedente corsa, e invece sono andata benissimo, anzi, è stato il pezzo più bello. E allora ho pensato che la corsa è un’ottima insegnante, e ogni volta ci fa imparare qualcosa. Il nostro corpo cambia e si adatta, e la mente esce dalla comfort zone. Sono contenta dei miei sudatissimi 7 km, perché correre al freddo è davvero molto più faticoso! Ma se ci riesco, sono una duraccia. O quasi. 😀

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9 commenti

  1. Pain Now beer later Ahahaha mi sembra un ottimo proposito. Brava. Non è affatto facile vincere il freddo perché ti si ghiaccia tutto compreso i polmoni che inspirano a fondo aria ghiacciata.
    Com’era la birra? Se vengo dalle tue parti prima o poi corsetta insieme ( se ti adatti ad andar piano) e birra poi ( e qui sarai tu a dover stare dietro a me 😜)

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