Valencia- Ultimo giorno

Alla fine è arrivato martedì, ultimo giorno a Valencia. Anche oggi il tempo non è dei migliori, ma fa comunque caldino, si sta bene. Non sapendo bene cosa fare, visto che, ormai abbiamo visto praticamente tutte le cose più importanti, convinco Willy ad andare al giardino botanico. A lui non piacciono i giardini botanici…a Lisbona gliene ho fatti vedere 2 o 3 (non ricordo) in 4 giorni..mi ha un po’ odiato ahahah! Alla fine però ha ceduto.

Lui mi ha odiato ancora di più quando siamo arrivati e all’entrata c’era un cartello che diceva che è anche un’oasi felina…insomma, gatti e piante, il top per lui! Ahahah! Io sono impazzita, era pieno di gatti neri e ne ho accarezzati tanti. Uno tigrato invece mi ha morso perché voleva giocare, come fa Kuro…birbante!

L’entrata comunque costa €2 a persona, cifra irrisoria. Poteva però essere tenuto meglio, in alcuni punti era un po’ sporco, o mancavano piante, ma magari poi lo avrebbero sistemato. La cosa carina, nella serra al centro, c’era la ginnastica dolce per gli anziani! Infatti c’erano 15 persone che la facevano..che carino!

Come sempre, in questi giardini di città calde, c’é la zona piante grasse che mi fa morire. Ho fatto 378379 foto. Adoro i cactus e le succulente! Mi sono sbizzarrita…

Dopo il giro al giardino botanico, ci siamo diretti verso il centro, passando però per una zona diversa e incrociando le Torres de Quart. Siccome era possibile salirci sopra, lo abbiamo fatto, a costo 0 mostrando la VLC Card (Valencia Card, acquistabile presso gli uffici del turismo).

Come si può vedere, le torri sono crivellate di colpi di pistola e cannone, segno che hanno ben difeso la città nel corso dei secoli! Infatti facevano parte delle antiche mura, ora ormai scomparse. Le torri furono edificate fra il 1441 e il 1460 in stile gotico valenziano che ha influenzato anche alcune opere in Italia come il Maschio Angioino a Napoli. Dal 1626 fino a XVIII secolo ospitarono il carcere femminile e dal 1931 vennero dichiarate monumento storico-artistico nazionale.

E dall’alto si gode un bel panorama sulla città. Peccato che non ci fosse il sole…

Dopo la visita alle torri, ci siamo diretti verso la Estacion du Norte con annesso stadio della corrida. Li abbiamo solo visti da fuori. Stanno in una zona molto trafficata e domenica ci eravamo già passati davanti correndo…ma ovviamente non avevo tempo di fare foto!

Visto che era quasi ora di pranzo e visto che eravamo lontani dal mare, abbiamo preso la metro e ci siamo avvicinati al porto. Abbiamo voluto provare un ristorante consigliato da mia mamma (è stata a Valencia 8 anni fa), il ristorante La Pepica. Un posto pieno di storia, rimasto negli anni 70 come arredamento…I camerieri, in t-shirt sì, ma super impettiti e di età media 60 anni, ci hanno messo un po’ inquietudine. La paella era buonissima, ma era praticamente 2/3 di quella che ci hanno portato a Casa Navarro..e il caffè ce lo hanno fatto pagare quasi €4 (2 espressi). In pratica, abbiamo mangiato bene, ma speso di più che a Casa Navarro! Io ho pensato che abbiamo pagato più per la storia, visto che è stato fondato nel 1898, e da qui sono passati tanti nomi illustri fra cui Hemingway. Non ho fatto foto dentro al ristorante, ma fuori…alla spiaggia falciata dal vento e il mare burrascoso a fare da contorno.

E dopo che fare? Avevamo il volo alla sera, e quindi bastava arrivare in hotel a prendere i bagagli alle 18. Così ci siamo dedicati ai souvenirs e all’ultima horchata presa praticamente per caso…in un altro luogo storico della città, la Horchateria Santa Catalina. E’ in centro, vicino a Plaza de la Reina e ci siamo passati davanti varie volte. Io l’ho adocchiata perché ricoperta di maioliche sia all’interno che all’esterno, e mi piacciono quei posti che sanno di antico e di storia. Così siamo entrati.

Ci siamo seduti e una cameriera ci si è appioppata, non capivamo perché tanta insistenza…allora le ho chiesto se aveva un menù e lei mi ha detto di no perché loro facevano solo: churros, cioccolata calda , horchata e fartons. Al che ho detto…e proviamo sti fartons con la horchata! Uno al cioccolato e uno alla crema…ci siamo lanciati nel vuoto perché nella guida che avevamo non c’era scritto niente..tanto per cambiare! Ma ci siamo lanciati bene! 🙂

C’erano delle persone che li inzuppavano nella horchata, ma lo abbiamo visto dopo averli mangiati “a secco”. Sembravano fatti della pasta delle brioche, molto buoni! Wikipedia dice che sono leggeri, preparati con olio di girasole…ambé! Linea salva, o quasi ahahah!

E così l’ultima giornata in terra spagnola è finita. Alle 18 siamo tornati con calma in hotel e poi siamo andati in aeroporto. Abbiamo fatto i controlli e  abbiamo aspettato il volo. Per ultimo abbiamo visitato Starbucks, Willy per un caffè e io ho bevuto il pumpkin spice latte! Finalmente! Il secondo in 2 giorni…ne avrei fatto indigestione! Mannaggia…

Alle 23:30 siamo arrivati a Bergamo. Tutto finito, purtroppo. Ma la medaglia in valigia mi ha ricordato che è stato tutto vero!! 😀

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