Valencia- Giorno 4

Ci siamo svegliati lunedì, dopo la gara, con 10°C in meno e la pioggia. Ottimo!! I nostri amici hanno riportato il sole in Italia mi sa! Per fortuna non è una pioggia troppo forte e si esaurisce in mezza giornata. Quindi è decisamente il giorno giusto per affrontare i mercati. Cominciamo col Mercado Central, dentro un bellissimo palazzo.

All’interno ci sono tutti i negozi, divisi per generi alimentari. E’ lunedì, e il banco del pesce piange perché, abbiamo letto sulla guida, di domenica non si esce a pescare, quindi al lunedì mattina non c’é pesce….Ma invece ci sono frutta, spezie e l’immancabile prosciutto!

Abbiamo ovviamente comprato delle spezie -adoro! E costavano pochissimo rispetto all’Italia. Per meno di €10 abbiamo preso: paprika dolce, peperoncini super piccanti, curcuma e cardamomo. Poi c’erano un sacco di turisti con le guide, che avevano preso d’assalto i negozi coi prosciutti…Willy ne ha visto uno che si vendeva a €76/kg!! Aiutoooo!

Poi siamo usciti fuori e diluviava…quindi ho fatto delle foto al volo del mercato e della Lonja de la Seda, la “borsa della seta” , che nel 1996 è diventato Patrimonio UNESCO.

Il mercato all’esterno
Lonja de la Seda
Lonja de la Seda

Dopo, ci siamo diretti verso il Mercado Colon, dall’altra parte del centro storico. Trattasi non più di un mercato, ma di un palazzo liberty, aperto, con al suo interno per lo più ristoranti e bar. Vale comunque la visita, e poi io adoro il liberty 🙂

Era ormai ora di pranzo, ma in realtà non ce ne siamo accorti e avevamo solo voglia di bere qualcosa, così abbiamo scelto un bar a caso…guardando in realtà le persone sedute fuori. Abbiamo scelto quello con più zdaure (cioè, sciure, le signore 🙂 )perché si sa che le zdaure sanno il fatto loro, e infatti…neanche a farlo apposta, ci siamo seduti alla Horchateria San Daniel, una delle più famose della città! E così abbiamo provato la famosa horchata.

Si tratta di una bevanda rinfrescante che si prepara con acqua, zucchero e con il latte del tubercolo ipogeo che caratterizza le radici di una pianta diffusa proprio a Valencia, e che in italiano si chiama cipero o zigolo dolce. E’ molto dissetante, e si serve liquida, come granita, o mista (liquida e granita, ed è così che l’abbiamo bevuta). Dopo il pit-stop rinfrescante, altro giretto e ricerca di un posto dove mangiare (alla fine ci è venuta fame!). E siamo stati da The Good Burger, che non era un fast-food, come loro stessi ci tenevano a specificare. Tutti i panini erano fatti al momento, coi migliori ingredienti. Io ho scelto quello montanaro, per non smentirmi, col pane al bretzel e la carne bio.

Dopo il pranzo ci siamo fatti un altro giro…sempre senza meta, come di consueto.

E poi ci siamo imbattuti in lui..il palazzo più incredibile di Valencia!! Il Palcio del Marques de dos Aguas. Totalmente rococò, oggi ospita il Museo  della ceramica Gonzalez Martì. A me personalmente è piaciuto tantissimo, gli ho fatto un sacco di foto perché non riuscivo a togliere lo sguardo dalle decorazioni.

E niente, il resto della giornata è passato girovagando per il centro, e facendo venire orario di cena. Ci siamo fatti un aperitivo in un birrificio che ho adocchiato i giorni prima, il Birra&Blues. E ho adocchiato il posto giusto! Le birre che abbiamo provato ci sono piaciute molto.

Dal sito ufficiale

Insomma, Valencia fino adesso ci ha offerto tanto buon cibo, bellissimi scorci e una gara indimenticabile..che volere di più? 😀IMG_6862

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