Lo sconforto

Ieri sera c’era una cena di fine stagione, una di quelle dove si mangia di tutto, dall’antipasto, passando al primo per finire con una grigliata che neanche Asterix e Obelix. E poi un dolcetto, non vuoi mangiartelo? Magari anche un grappino, o forse due. Senza contare il vino di prima. Insomma, una cena da rotolare giù a valle. Appunto. Rotolare. E’ quello che ho fatto io oggi, che no, dopo la nevicata di mercoledì, oggi mettevano bello e volevo correre a tutti i costi. 5km+ ripetute+ restanti km per arrivare a 10. Solito. Ma è verissimo quando scrivono che la sera prima di una corsa bisogna stare leggeri, perché io sembrava che avessi mangiato un freno nei primi 5 km. Lo sconforto totale.

Poi mi è successo che da 15 giorni a questa parte, il mio bel GPS ha deciso che non ne vuol sapere di funzionare bene, anzi. Quando ho fatto l’allenamento come quello di oggi, l’ultima volta, nella fase delle ripetute veloci mi segnava un passo da passeggiata, e nelle ripetute lente, mi segnava un passo da Usain Bolt. Mah!? E così ho chiesto aiuto all’assistenza che prontamente mi ha scritto dicendo di resettare. Restia al farlo, l’ho fatto e ciò ha prodotto altro sconforto perché nel bel mezzo delle mie ripetute di oggi, l’orologio suddetto, infido, ha smesso di andare! Così, di botto. Muto. Morto. Bloccato su una schermata, senza possibilità nemmeno di spegnerlo. Il nulla. E poi lo sconforto, perché oggi avevo corso su un percorso diverso, più soleggiato, visto che il bosco è molto in ombra e dentro di solito ci trovo orsi polari e pinguini che mi fanno ciao. Quindi, non avevo punti di riferimento per i km percorsi. Erano più di 5 ma meno di 10. Non avendo più neanche un timer coi secondi, non ho finito le ripetute. -Più sconforto- E ho continuato a correre, con frustrazione, mista a rabbia, mista a quel freno che avevo ingoiato. Poi altro sconforto per l’aggeggio elettronico che avrei buttato nel fiume dal nervoso. Ho corso ancora, andando a occhio. Secondo me se non sono arrivata a 10 km ci è mancato poco. Però ho finito sempre più sconfortata. Ho fatto la doccia, ero nervosa e non gratificata da quello che avevo fatto. Sconforto ancora. Poi, l’illuminazione. Perché un brutto allenamento è sempre meglio di nessun allenamento! Perché comunque la mia corsa l’avevo fatta, al di là di tutto. Avevo bisogno di motivazione. E l’ho trovata anche qui.

E nel servizio clienti che mi ha detto di portare l’orologio in assistenza.

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5 commenti

  1. Accidenti. Se l’orologio mi abbandonasse impazzirei. Ora che ho capito come funzionano tutte le varie funzionalità. 😳. Un allenamento è sempre un allenamento ma la sera prima ti consiglio di stare più leggera. 😜

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  2. E si… quando si corre si deve stare leggerini a tavola… altrimenti ci si sente pesanti e si va piano. Anche a me capita. E’ brutto quando un aggegino elettronico smette di funzionare, o funziona male… salirebbe lo conforto anche a me, ma come hai detto anche tu: un brutto allenamento è sempre meglio di un allenamento non fatto. Testa alta sempre perché sei grandissima ❤

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