Wings for Life- un’esperienza per la vita

Domenica 3 maggio a Verona, ho preso parte ad un evento benefico globale, la Wings for Life appunto. Ne ho parlato poco tempo fa, in questo post. L’intero ricavato delle iscrizioni alle gara va alla ricerca contro le lesioni al midollo spinale. Infatti, c’erano anche tante persone che gareggiavano sulla sedia a rotelle, spingendosi da sole o venendo spinte. In Svezia, il vincitore della gara è stato uno sulla sedia a rotelle, ha battuto tutti!
La gara in sé ha un format unico e molto interessante: in pratica, si parte e si corre. Dopo mezz’ora che sono partiti tutti, partono le Catcher Car, che sono le auto che inseguono i corridori. Man mano che si viene raggiunti, la gara finisce. Quindi non è una gara con un punto di inizio e la fine, perché si corre finché si riesce, e la corsa è contro se stessi. Giorgio Calcaterra, è un ultra-runner e si è piazzato al 4° posto mondiale raggiungendo i 78 km (ovviamente ha vinto lui a Verona)!! Io e Lilly ci siamo fermate al 15° km, ma che soddisfazione! E’ stata una giornata emozionante, che posso riassumere con qualche foto….
Verona, lung’Adige
La giornata non era bellissima, ma è andata bene così, perché non abbiamo corso sotto al sole cocente e anche se era caldo, non era troppo afoso. Quindi, buone condizioni.
Eccoci!! Davanti alla partenza, e dietro di noi le Catcher Car…una delle quali guidata dal pilota di Formula1 Vitantonio Liuzzi 🙂
Claudia Gerini, madrina della manifestazione,
e dietro di lei Fiammetta Cicogna
Giovanni, di Aldo Giovanni e Giacomo
Il moroso era ben presente, anzi, è arrivato a Verona prima di me e la mia amica! Così, mentre eravamo già dentro in attesa di partire, l’ho mandato davanti a vedere i vipssss. Ha fatto un paio di foto per me..bravo bravo! E ci ha fatto anche le foto mentre eravamo in griglia…ci hanno fatto entrare alle 12:25, alle 12:30 termine ultimo per sistemarsi, ben consapevoli dei ritardatari. Alle 13 siamo partiti tutti, in tutto il mondo! (tipo che a Sydney era ormai sera)
Era tutto bene organizzato. Il primo ristoro ai 5 km, poi ai 7,5 km davano le spugne imbevute di acqua. Noi ci siamo fermate al 10° km per bere (e una pausa tecnica della Lilly) e poi siamo ripartite pensando che ora, dopo i 10, per noi era tutto di guadagnato. Ci eravamo prefissate almeno i 10 km infatti…ma siamo andate oltre! Bellissimo! Quando la Catcher Car sta arrivando, è anticipata da gente dello staff in bici e poi da altri in moto che ti incitano. Noi eravamo davvero vicinissime ai 15 km e quando sono arrivati quelli in moto hanno iniziato ad urlarci “Dai dai! La macchina arriva, non mollate! Siete vicinissimi ai 15 km, forza!” Così ho fatto uno strappo finale ( e sono morta), ma almeno sono arrivata al ristoro del 15° km quando la Catcher Car ci ha preso! Missione compiuta!
Stanche da morire, grondanti di sudore,  ma tanto tanto felici. 
Mentre correvo pensavo “Lo sto facendo per tutti quelli che non possono” e mi davo la carica. L’anno prossimo si rifà!
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