Dublino: di porte e pub

Siamo stati a Dublino nel lontano 2009, ma siccome non ne ho mai parlato, ho deciso di mettermi in pari anche con questa.
Siamo stati solo pochi giorni, e sono stati più che sufficienti. Pensavamo fosse più grande, e invece ce la siamo girata tutta a piedi, senza problemi.
Il mio ragazzo ha scelto il posto dove dormire, l’Arlington Hotel, in centro che più centro non si poteva. Vicino a tutto, dal Temple Bar allo Starbucks che ci ha dato le colazioni ogni giorno 🙂
Dublino va sicuramente visitata, ma con un bell’ombrello in borsa. A volte si partiva col sole, e poi si finiva sotto la pioggia battente, come quando siamo stati alla fabbrica della Guinness…
Il simbolo della città, inutile dirlo, sono le porte colorate. Ne ho fotografate un sacco…e ho sovuto anche guardare costantemente la batteria della fotocamera perchè..ho scordato il carica batterie in Italia! Aiuto..infatti ho fatto poche – ma buone vorrei dire- foto.
Dublino è bella perchè è una città “compagnona”, dove ci si diverte  e dove abbiamo capito è bello tornare ma con un po’ di amici. Il bello è farsi un giro nel quartiere Temple Bar, quello dei pub. Non è come da noi, qui nel pub ci vivi. Ogni sera ci sono gruppi che cantano, ed è la normalità, e gli avventori non mancano affatto.
Noi siamo stati al pub tre volte. Due al famoso Temple Bar e una all’Auld Dubliner. Ci abbiamo fatto l’aperitivo lungo e poi siamo usciti per cena. Una nota: “aperitivo lungo” ovvero fino alle 19, perchè qui si mangia prestissimo, tipo le 18. I prezzi sono elevati e sembra che frutta e verdura non esistano, se non sotto forma di patate. Per mangiare senza spendere una follia bisogna andare presto e usufruire degli “early bird”, che sono una specie di happy hour sul menù. Quindi si mangia un pasto completo senza spendere troppo. 
Interno dell’Auld Dubliner
Auld Dubliner Pub

Temple Bar è famoso per la sua posizione al centro dell’incrocio, ed è sempre affollato. Un giro bisogna farselo, è d’obbligo praticamente!

Temple Bar
Nel complesso ho sicuramente bevuto bene (fra Guinness e birre locali), ma mangiato male per le mie abitudini. Troppe patate, troppa poca frutta e verdura. Tant’é che quando sono tornata in Italia sono andata avanti a frutta e verdura per una settimana, per riprendermi!

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